Le testimonianze che danno coraggio: Il papà guerriero

La storia di una famiglia che ha deciso di convidere con noi e con chi viva lo stesso dolore, che è quello del tumore cerebrali.

Siamo sempre molto contenti di ricevere testimonianze di coraggio e positività nell’approccio alla malattia. Questa volta ci contattano da Taranto, e ci raccontano una storia di un papà , un instancabile lavoratore e da poco un guerriero che combatte da 7 mesi con il glioblastoma.

Riceviamo e condividiamo queste parole di sua figlia, sperando che possano ispirare e aiutare chi ci segue. Sono queste parole che ci motivano ogni giorno a lavorare instancabilmente per raccogliere fondi a supporto della ricerca scientifica sul glioblastoma, la nostra arma principale verso questo Male. Continuiamo a sostenere la ricerca, ogni piccola goccia può diventare un oceano: https://bit.ly/donaOmettoOnlus

“Il mio papà, instancabile lavoratore, dedito alla famiglia, una famiglia messa su a 17 anni, nel tempo siamo arrivati noi, tre figli. È sempre stato il nostro punto di riferimento e lo è ancora. Pronto sempre a risolvere ogni problema , disponibile con tutti, parenti, amici…un Grande Uomo!


Il 7 Giugno 2020 , durante il pranzo domenicale ,tra una chiacchiera e l’altra sbaglia un nome, doveva pronunciare il nome di mia madre e usciva fuori il suo di nome. Mia madre fu pronta a correggerlo, lui ripeteva il concetto ma continuava a sbagliare e non si rendeva quasi conto di quanto stesse accadendo.  Dopo qualche giorno si accorse che anche a lavoro sbaglia ,  operaio edile, alle prese con misure da prendere, appunti da annotare , iniziò ad avere momenti di confusione , numeri pensati ma scritti degli altri. Il nostro medico ci consiglia di fare una visita neurologica.

Il 29 giugno decido di portarlo al più vicino pronto soccorso, era per me un modo per accelerare gli esami da fare. Infatti così è stato. Per fortuna! Al Pronto Soccorso fanno una Tac e si rendono conto che c’è qualcosa che non va, lo ricoverano. Dopo qualche giorno effettua la risonanza: c’è una massa di 4 cm, da lì la decisione per  un’intervento awake surgery . Il 7 giugno primo avvisaglia, il 9 luglio operato. Non vedeva l’ora di operarsi, perché si sentiva sempre più confuso e questo stato lo faceva stare giù. Entra in sala operatoria tranquillo, intervento durato diverse ore , esce con un gran sorriso e ci dice :è stata una bellissima esperienza! Non sapeva cosa gli avessero tolto ma per lui l’operazione era stata una passeggiata.  Noi eravamo increduli, eravamo terrorizzati, vedendolo reagire così le nostre paure si placarono . Si riprende bene, alla GRANDE come dice lui. A fine luglio per via della graduale riduzione di cortisone inizia a stare male, debolezza, confusione e non riusciva a deambulare… tutto questo arriva in concomitanza con l’esito istologico.

GLIOBLASTOMA di IV grado. Aumentiamo il cortisone e cerchiamo di dargli forza ,si riprende, accetta la malattia e va avanti.

A settembre inizia la chemio insieme alla radioterapia sembra una magia ,non ha nessun effetto collaterale, durante il periodo di terapia si accinge a dare dei lavoretti in casa , passeggia, la sera va a prendersi un gelato con mia madre . Tutto PERFETTO (parole sue). Finisce le terapie a fine ottobre,  per la metà di novembre ci dicono di provare ad abbassare la dose di cortisone, avevamo timore , solo il pensiero di ciò che era successo a luglio ci stringeva il cuore. Iniziamo ad abbassarlo e da subito i primi sintomi, stanchezza,  sonnolenza,  confusione ecc… si alletta, riprendiamo nuovamente la sua dose si rimette su, ma rimane il fatto che sbaglia più spesso a parlare , frequenti mal di testa.

Arriva il momento della tanto attesa risonanza di controllo,  dove purtroppo esce fuori che c’è una recidiva. Il neurochirurgo ci propone un nuovo intervento, ma questa volta, ci dice, c’è più rischio che rimangano dei danni alla parola o ai movimenti.

Facciamo decidere a lui, è cosciente e lucido,  nel frattempo il cortisone viene raddoppiato, lui dice: ho una possibilità e non la sfrutto?! Si opera il 9 febbraio  , questa volta con anestesia totale, intervento andato benissimo,  non ci sono danni neurologici e sta bene, ogni giorno che passa migliora, cammina ,parla, sbaglia qualche parola ma poco importa. A breve inizierà la chemio con regonaferib. 

 

Andiamo avanti e speriamo sempre per il meglio. Ha una grande forza Il mio papà, non si arrende, io dico sempre che è lui ha dare filo da torcere alla malattia. È un grande guerriero,  ha voglia di stare bene e questo lo fa combattere . Non gli ho mai sentito dire ” perché a me?”. È un esempio da seguire, ci sta dando delle lezioni di vita anche ora, per problemi leggeri a volte ci abbattiamo e in giro ci sono dei guerrieri che combattono delle battaglie difficili. Questa è la storia di mio padre, 58 anni e in glioblastoma da sconfiggere!

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