A Giuseppe Lombardi, specialista in tumori cerebrali dell’Oncologia Medica 1 dell’Istituto Oncologico Veneto-IRCCS, è stato assegnato il Premio Marco Venturini, uno dei massimi riconoscimenti dell’oncologia italiana. La premiazione, avvenuta sabato 26 ottobre a Roma durante il XXI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologica Medica (AIOM), è stata seguita dalla Lettura pubblica di Lombardi di fronte ad oltre 2000 oncologi dei risultati della sua ricerca. In questo contesto prestigioso Giuseppe Lombardi ha presentato il suo studio sul glioblastoma e sull’efficacia di un nuovo trattamento, in termini di sopravvivenza del paziente, rispetto alle terapie tradizionali. La ricerca che ha valso all‘oncologo dello IOV il premio nazionale (“Regorafenib compared with lomustine in patients with relapsed glioblastoma-REGOMA: a multicentre, open-label, randomised, controlled, phase 2 trial”) è stata pubblicata lo scorso anno su Lancet Oncology, una delle più autorevoli riviste di settore.

Specialista di neoplasie cerebrali, Lombardi (classe 1980) si è laureato e specializzato all’Università di Padova, ed ha all’attivo periodi di studio e ricerca al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York ed alla clinica ospedaliera-universitaria Salpetriere di Parigi, mentre oggi è al lavoro allo IOV-IRCCS nella struttura di Oncologia 1 diretta da Vittorina Zagonel. Lombardi – che ha partecipato attivamente alla definizione e stesura delle linee guida AIOM per il trattamento dei tumori cerebrali – ha coordinato lo studio REGOMA, un trial tutto italiano progettato, scritto e coordinato dallo IOV; lo studio dopo 15 anni di risultati internazionali negativi nei confronti di questa neoplasia, ha dimostrato un beneficio in sopravvivenza per i pazienti con recidiva di glioblastoma trattati con Regorafenib. Il glioblastoma è un tumore raro con incidenza di 6 casi ogni 100mila pazienti, anche se le statistiche americane lo stanno indicando in sensibile aumento per cause legate alle radiazioni ionizzanti ed alle mutazioni ambientali. Lo studio coordinato da Lombardi e Zagonel, condotto nel periodo 2016-2017, ha coinvolto 10 centri specialistici italiani e si è basato sul trattamento a base di Regorafenib, farmaco somministrato per via orale che agisce come inibitore selettivo delle cellule tumorali ottenendo percentuali elevate di risposta al trattamento.

Fonte dell’articolo (m.tgpadova.it)

 

 

 

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